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Una storia naturale del sesso

13, Aprile 2013 Inviato da admin in : storia e scienza , trackback

Lo sviluppo dell’ umanità si è svolto sulla base della sua evoluzione biologica e delle condizioni ambientali (geografiche e climatiche) che essa ha incontrato. La diffusione planetaria e l’ evoluzione culturale e sociale dell’ umanità, la differenziazione dei modi di vita, la nascita e l’ espansione delle civiltà, le molteplici concezioni mitologiche e filosofiche che tutto questo ha comportato sono dovute alle migrazioni di persone e popoli alla ricerca di migliori opportunità di crescita e benessere e dei conflitti che ne sono nati.

Ma a molti non piace l’ idea di ridurre l’ uomo a un animale con un cervello sovradimensionato, il cui comportamento è determinato da fattori geografici ed economici.

Per far funzionare un essere umano, per farlo sentire realizzato, ci vuole, ci dicono, anche l’ aspetto spirituale. Ma la nostra mente non è puro spirito. Essa è calata nella realtà, funziona sulla base di reazioni neurofisiologiche del nostro cervello. Il quale a sua volta non è un organo isolato, interagisce attivamente con il corpo. Anzi si può affermare, senza corpo, niente mente. Essa è il risultato di milioni di anni di evoluzione naturale di diversi moduli assemblati in modo non sempre armonioso e spesso in contrasto tra di loro.

In termini strettamente riduzionistici ci potremmo anche descrivere come meri ammassi di cellule con complicate interazioni intercellulari neurofisiologiche che chiamiamo emozioni e sentimenti. Queste stesse reazioni ci permettono di interagire con altri ammassi cellulari attraverso tutti gli organi di senso, l’ udito, la vista, il gusto, l’ odorato, il tatto, per riprodurci, collaborare, combattere.

Queste reazioni sono anche all’ origine di sentimenti di angoscia esistenziale quando ci sentiamo isolati e soli ma ci permettono peraltro di provare fisicamente il bisogno di affetto, di calore umano. La sensualità è l’ insieme delle nostre sensazioni emotive durante l’ interazione intima con un’ altra persona. Tutti noi abbiamo questa capacità di interagire attraverso il nostro corpo. Alcuni questo talento ce l’ hanno più sviluppato di altri, sanno porre in relazione diretta la sensualità con il proprio io, i propri affetti. L’ educazione dovrebbe mirare a sviluppare questi talenti, a imparare a riconoscerli negli altri, a rispettare i modi e i tempi diversi che ciascuno ha di manifestarli, ad apprezzare la complessità, la provvisorietà, le luci e le ombre della genuina sessualità umana. Purtroppo invece l’ educazione che ci viene impartita mira più che altro a soffocare questa capacità naturale.

Un’ ipotesi molto comune è che la sessualità umana potrebbe essersi evoluta per favorire un legame stretto tra i partner e facilitare la collaborazione per la crescita della prole. Ma in un sistema dove il desiderio non è legato alla riproduzione anche una sessualità fine a se stessa può essere un modo di favorire e stringere rapporti di intimità e di reciproca assistenza tra individui diversi. Essa può migliorare la convivenza, attraverso amicizie e migliore accesso a risorse sociali.

Le modalità di accoppiamento nel regno animale sono estremamente variabili e l’ attività sessuale non è esclusivamente finalizzata alla riproduzione, perfino l’ attività omosessuale e la masturbazione sono molto diffuse anche in natura. Praticamente non esiste un comportamento sessuale “naturale”. Le forme di accoppiamento sessuale e le pratiche parentali sono correlate con l’ ecologia, la fisiologia e l’ anatomia di una specie. Sotto questo aspetto l’ umanità non è differente da un’ altra specie animale, la più grande differenza riscontrabile con gli umani moderni è la ricerca della privacy per l’ attività sessuale, una caratteristica molto umana, anche se non in assoluto in molte culture. La sessualità umana si è sganciata all’ estremo dalla riproduzione e si è legata molto più all’ aspetto economico: le prestazioni sessuali si possono scambiare nel mercato della riproduzione come in quello della produzione: il sesso contribuisce ad aumentare e stabilizzare i contatti sociali.

La ricerca in questo campo è stata oscurata da concezioni teleologiche che tendevano a identificare un’ armonia di base nei processi naturali e nella vita sociale umana e a interpretare le differenze sessuali come meccanismi complementari al fine della riproduzione. La costruzione sociale della sessualità e dei ruoli di genere tende ovunque a essere definita da maschi socialmente dominanti. Si arriva quindi a postulare, come fanno molte gerarchie religiose, con pochi dati scientifici a sostegno, che la famiglia tradizionale, con a capo un maschio, sia l’ unica forma naturale di accoppiamento alla base delle società umane. E alcune di queste gerarchie fanno pure voto di castità, questa sì una forma di devianza sessuale innaturale.

La famiglia nucleare non esiste in natura. L’ unico punto fermo della riproduzione umana è che una donna da sola non riesce a crescere un bambino. Nelle società primitive la donna può procurarsi quanto serve alla sussistenza sua, e della sua prole, grazie all’ assistenza di alloparenti come nonne, zie, sorelle. Anche i maschi sono importanti (maggiore è la parte di cibo procacciata dai maschi, più alta è la fertilità femminile) ma non necessariamente un compagno fisso. I prodotti della caccia dei maschi non sono distribuiti tra i famigliari del cacciatore ma tra tutta la comunità. Servono essenzialmente ad acquisire prestigio tra i propri simili, o per avere accesso a favori sessuali di potenziali compagne e amanti.

Per concludere, l’ esistenza universale di leggi, regole e pettegolezzi sul sesso, il vivo interesse nella vita sessuale di altre persone, la consueta ricerca di privacy per la pratica dell’ attività sessuale e il riserbo che di solito si assegna al comportamento sessuale implicano un passato di competizione tra i sessi. In particolare le tipiche differenze tra maschi e femmine nei sentimenti sessuali possono essere spiegate in modo parsimonioso come la risultante delle straordinarie differenze di opportunità riproduttive e di vincoli che maschi e femmine hanno incontrato nel corso dei rispettivi percorsi evolutivi. È compito nostro, di umani consapevoli, cercare di incanalare la competizione naturale tra i sessi in forme produttive, garantendo l’ autodeterminazione e le pari opportunità a tutte le scelte di vita e favorendo uno sviluppo naturale dei talenti legati alla sessualità in ciascun essere umano.

Bibliografia

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