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Per uscire dalla crisi, la crescita …

27, Dicembre 2012 Inviato da admin in : attualità , trackback

…predicano tutti da desta e da sinistra.
Tutte le culture dominanti oggi sul pianeta contengono aspetti di questo stile di vita, quando non precetti religiosi espliciti (“crescete e moltiplicatevi”). È stato forse proprio questo istinto di crescita alla base del successo evolutivo dell’ umanità. Ma quando crescita c’è stata, in tutte le civiltà è sempre stato a scapito di qualche altra civiltà o dell’ ambiente naturale. Sono cresciuti in realtà l’ ingiustizia, le differenze sociali e il degrado ambientale.
Oggi abbiamo raggiunto e superato il limite delle risorse del pianeta, che si stanno esaurendo. A dire la verità alcuni esempi della storia avrebbero dovuto già aprirci gli occhi (inaridimento della Mezzaluna fertile, collasso della civiltà sull’ Isola di Pasqua). Quando si utilizzano le risorse naturali oltre le capacità dell’ ambiente di rigenerarle si va incontro al degrado, alla decadenza e all’ estinzione. Negli ultimi secoli il fenomeno si è esteso a tutto il pianeta e ultimamente sta accelerando sempre più. Le crisi non sono più regionali, sono diventate mondiali, sono sempre peggiori e sempre più frequenti. Metterci una pezza costa sempre si più, in termini monetari, sociali e ambientali.
Bisognerebbe cominciare a programmare razionalmente la decrescita (demografica e consumistica) e investire in campo culturale, non materiale. Ma nessun politico prenderà mai l’ iniziativa in questo senso, non è pagante, anzi è controproducente, in termini elettorali. Le masse non si comportano secondo regole razionali ma come assembramenti di singoli elementi che si muovono alla cieca come molecole in un fluido. Il comportamento umano si è evoluto per selezione naturale, un processo cieco, che agisce in base alle opportunità presenti al momento e non anticipa il futuro. Nemmeno i grandi sistemi religiosi ci porteranno la salvezza: sono espressione di culture di crescita ed espansione, inadatte a un mondo che ha raggiunto i limiti e destinati verosimilmente al fallimento.
Ma se continuiamo di questo passo si intensificheranno i conflitti per risorse sempre più rare, come acqua potabile, suolo non contaminato, aria respirabile. E il terribile rischio è che i conflitti sfuggano di mano e l’ umanità si autodistrugga; gli arsenali nucleari, chimici, biologici presenti sul pianeta sono più che sufficienti. È vero che gli umani sanno dare il meglio di sé proprio nelle situazioni disperate, forse nel nostro corredo genetico e culturale si nasconde una sconosciuta risorsa. L’ evoluzione naturale è un fenomeno imprevedibile e opportunista, le sue vie sono infinite e imperscrutabili, più di quelle della provvidenza in ogni caso. Ma nessuno comunque ci garantisce che l’ umanità sopravviverà al XXI secolo.
Proviamo allora a guardare le cose con occhio distaccato.
L’ universo non ha alcun fine ed è totalmente indifferente alla nostra presenza o meno. Non esiste uno scopo nella vita dell’ uomo se non vivere, è la nostra stessa esistenza che da un contenuto al nostro essere qui ora.
Se l’ umanità è destinata a estinguersi possiamo fare ben poco, come non possiamo fare nulla per evitare la nostra stessa morte personale. Possiamo solo cercare di fare il meglio possibile con la vita che abbiamo che è l’ unica di cui siamo certi.
Cominciamo da noi stessi allora. Chi ce lo fa fare di accumulare sempre più beni materiali che alla fine ci rendono dipendenti, a consumare sempre di più per poi dover lavorare sempre più per guadagnare sempre meno, ammalarci di più e impoverire le nostre relazioni sociali, fare vacanze sempre più lontane per tornare sempre più stanchi? Godiamoci la vita che abbiamo a disposizione con moderazione, prendiamoci il tempo per le cose e le persone.
Verosimilmente non salveremo il mondo così ma vivremo la nostra vita più sereni e rendendo più sereni coloro che ci stanno vicini.
Possiamo inoltre impegnarci a limitare i danni, che potrebbero influire negativamente sulla nostra qualità di vita, applicando strumenti politici che nel passato hanno dato prova di efficacia: garanzie costituzionali contro l’ arbitrio del sovrano (anche quando è il popolo stesso); contrappesi al potere dei leader e separazione dei poteri dello stato; perfezionamento delle garanzie di uno stato laico ben distinto da chiese, logge, oligarchie; abolizione delle discriminazioni (in particolare promuovere la condizione femminile, l’ unica misura concreta che si è rivelata veramente efficace nel diminuire la natalità) e promozione dell’ uguaglianza dei cittadini, della libertà di parola e della giustizia.

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