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Per una lezione di etica e cultura civica umanistica

10, Novembre 2010 Inviato da Giovanni Ruggia in : attualità , trackback

Dopo tante discussioni è partito il corso sperimentale di storia delle religioni e, sinceramente, risulta difficile non vedere nel programma un tentativo di far rientrare dalla finestra il catechismo che stava per andarsene dalla porta. Se l’ obiettivo è davvero quello di favorire lo sviluppo della comprensione reciproca e della tolleranza non si capisce il privilegio accordato alla religione cristiana nel programma e nelle modalità di scelta dei docenti.

Fermo restando che gli obiettivi dichiarati si potrebbero agevolmente integrare nei programmi scolastici esistenti di storia e geografia, mi sono chiesto, visto che dovremo convivere anche in futuro con una certa forma di indottrinamento religioso nelle scuole ticinesi, se non fosse il caso di tentare di proporre un’ alternativa da un punto di vista laico, rispettando la neutralità dello stato e della scuola pubblica in materia di scelte di vita.


Nel dibattito culturale si fa spesso riferimento alle radici cristiane dell’ Europa. Queste sembrano oggi così evidentemente cristiane, perché i Cristiani stessi, dopo la conquista dell’ Impero Romano, si sono applicati diligentemente a estirpare sistematicamente tutte le radici precedenti e alternative. È ciò che hanno fatto tutte le religioni nei paesi dove sono riuscite a conquistare il potere. Uno dei punti forti della civiltà europea oggi è invece la sua inclinazione all’ indagine critica, la ricerca continua e incessante, la pluralità delle opzioni culturali, il riconoscimento dei propri limiti, la cultura del dubbio.

Possiamo riconoscere che l’ esperienza religiosa rappresenta qualcosa di fondamentale per molte persone, che dia un senso alla loro vita personale e familiare. È possibile che credere sia una caratteristica della nostra mente evolutasi per selezione naturale. Avere una credenza qualsiasi aiuta probabilmente a vivere meglio, credere che la nostra esistenza serva a qualcosa sembra renderci più performanti. Probabilmente l’ umanità è arrivata dov’ è perché gli esseri umani hanno evoluto questa capacità: credere in se stessi, affrontare con coraggio le vicissitudini che la vita ci propone, credere a chi questo coraggio ce lo infonde.

La ricerca scientifica ci ha mostrato che molte delle nostre credenze non hanno alcun fondamento fattuale ma non ci ha fornito di un corredo alternativo di certezze. E, secondo me, qui sta il nocciolo della questione. Scienza e razionalità sono la pratica sistematica del dubbio; ciò che conosciamo è solo lo stato attuale della nostra ignoranza; e questa è una situazione che alla maggioranza degli esseri umani non dà alcuna soddisfazione, anzi molti reagiscono spesso violentemente contro chi mette in dubbio le loro credenze.

Vista la rinascita del fanatismo religioso nel mondo d’ oggi, del terrorismo e delle guerre ad esso connesse, una lezione di cultura civica umanistica, libera dai pregiudizi e dai condizionamenti di cui, seppur inconsciamente, molti cultori delle varie discipline soffrono, può permettere, a chi lo vuole, di affrontare una ricerca interdisciplinare e interculturale, introducendo un elemento di moderazione e tolleranza.

Una lezione di cultura civica umanisica deve permettere agli studenti di vedere oltre gli steccati culturali e le dottrine rivelate, e fornirgli gli strumenti per una scelta consapevole, promovendo nel contempo un’ etica della responsabilità personale e della convivenza civile.

Le regole essenziali di quest’ etica necessaria alla sopravvivenza stessa dell’ umanità non sono nuove, sono state elaborate in modo indipendente in molte culture e civiltà disparate nel corso dei secoli:

· Benevolenza nei confronti degli altri (Confucio fine VI sec aC, Socrate V sec aC, Mencio IV sec aC, Rabbi Hillel I sec aC).

· Cercare se stessi in questo mondo non in un ipotetico aldilà, trascendente è l’ esperienza stessa non l’ obiettivo (Yogi indiani del VI sec aC, Confucio fine VI aC, “la dialettica non è mero esercizio intellettuale ma iniziazione alla verità in interazione con gli altri” Socrate seconda metà V sec aC)

· Gli dei non si intromettono negli affari umani, è responsabilità degli uomini trovare soluzioni politiche, lo stato non deve imporre una visione determinata del mondo, è necessario un equilibrio dei poteri (Grecia VI sec a.C, imperatore Ashoka in India III sec a.C,).

Contenuti

I L’ esperienza religiosa: storia, antropologia, evoluzione

II Le religioni nella storia delle regioni che oggi chiamiamo Europa

III Le ragioni di chi non crede: atei, agnostici, umanisti

Inserto Il monoteismo, un progresso per l’ umanità?

Si sostiene che abbia migliorato la condizione femminile, contribuito all’ abolizione della schiavitù, dato origine alla scienza moderna. Quali sono e che consistenza hanno le prove in tal senso?

IV Liberarsi dalla mitologia: la riflessione filosofica, tradizioni diverse eppure tanto simili

V Globalizzazione culturale: opportunità e rischi

Per la prima volta dopo l’ emigrazione primordiale dall’ Africa l’ umanità è di nuovo una sola e interconnessa comunità: come conciliare libertà personali e tradizioni culturali diverse?

VI Etica: rivelata da Dio o radicata nella nostra biologia?

VII Relazioni stato – culti

Le leggi civili servono a garantire la convivenza dei cittadini o devono perseguire il “Bene”?

VIII Verso un’ umanesimo globale

Una visione del mondo razionale e scientifica può soddisfare il bisogno di certezze e alleviare l’ angoscia esistenziale degli esseri umani? Quali alternative alle religioni propone?

Bibliografia

Cap I

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Braudel. Il mondo attuale. Vol I: Le civiltà extraeuropee. Einaudi, Torino 1966

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Colin Fraser & George Gaskell. The social psychological study of widespread beliefs. Clarendon Press, Oxford 1990

Marvin Harris. Materialismo culturale: la lotta per una scienza della cultura. Feltrinelli, Milano 1984

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Cap II

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Karl-Heinz Ohlig: Weltreligion Islam – eine Einführung. Matthias-Grünewald-Verlag, Mainz / Edition Exodus, Luzern 2000.

Miguel Asin Palacios. Dante e l’ Islam. Parma, Nuova Pratiche Editrice 1994

Fatna Aït Sabbah. La femme dans l’ inconscient musulman. Edition Albin Michel, Paris 1986

Cap III

Richard Dawkins. The god delusion. Bantam Press, London 2006

Hemant Mehta. I sold my soul on eBay: viewing faith through an atheist’s eyes. Waterbrook, Colorado Springs 2007

Milesbo. Gesù Cristo non è mai esistito. Edizioni La Baronata, Lugano 2009

Michel Onfray. Trattato di ateologia. Fazi editore, 2005

Bertrand Russel. Perché non sono cristiano. Longanesi, Torino

Ibn Warraq. Why I am not a muslim. Prometheus books, New York 2003

Inserto

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Cap IV

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John Dupré. Natura umana: perchè la scienza non basta. Laterza Bari 2007

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Elmar Holenstein. Atlante di filosofia. Einaudi, Torino 2009

Bruno Latour. La scienza in azione. Edizioni di comunità, Torino 1998

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Henry Poincaré. Scienza e metodo. Einaudi Torino, 1997

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Cap V

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Fernando Savater. Etica per un figlio. Laterza, Bari 2003

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Cap VII

Christian Arnsperger, Philippe Van Parijs. Quanta diseguaglianza possiamo accettare? etica economica e sociale. Il mulino, Bologna 2003

Paul Feyerabend. La scienza in una società libera. Feltrinelli, Milano 1982

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Amartya Sen. La democrazia degli altri. Mondadori, Milano 2004

Tzvetan Todorov. Lo spirito dell’ illuminismo. Garzanti, Milano 2007

Fareed Zakaria. Democrazia senza libertà. Rizzoli, Milano 2003

Cap VIII

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Étienne Klein. Galilée et les indiens: allons-nous liquider la science?. Flammarion, Paris 2008

Jean-Marc Lévy-Leblond. La vitesse de l’ ombre: aux limites de la science. Seuil, Paris 2006

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· Franz Josef Wetz. Die Kunst der Resignation. 2. Aufl. Klett-Cotta. Stuttgart 2001

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