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L’ economia, una scienza senz’ anima?

27, giugno 2009 Inviato da Giovanni Ruggia in : libri e arte , aggiungi un commento

Ultimanente gli economisti non godono di buona reputazione. Ma non è detto che non si possa imparare qualcosa dalla loro scienza. (altro…)

Yves Klein: l’ illusionista quale modello dell’ uomo in relazione con i suoi simili

27, giugno 2009 Inviato da Giovanni Ruggia in : libri e arte , 1 commento finora

Avevo visitato l’ esposizione su Yves Klein (corps, couleur, immatériel) al Centre Pompidou di Parigi durante il mese di novembre 2006.
Confesso che all’ inizio ero piuttosto scettico, addirittura irritato. Mi sembrava che l’ artista volesse prendersi gioco di tutti con le sue fumose teorie, la sua ricerca della notorietà a tutti i costi, il suo egocentrismo, (“il capolavoro di un pittore è dipingere se stesso”).
Poi piano piano l’ irritazione si è stemperata. A un certo punto mi si è presentata alla mente l’ idea di illusionismo. Con quest’ idea ho visto il resto dell’ esposizione sotto un’ altra luce: avevo di fronte l’ opera di un grande artista, di un genio dell’ illusionismo: il monocromatismo e le antropometrie erano il suo modo di creare un’ illusione, di condividere con il fruitore qualcosa che in realtà esiste solo nelle menti (“tutta la scienza e l’ arte sono una farsa”, mi pare abbia detto in una conferenza alla Sorbona). (altro…)

La “Ribellione delle masse” di Ortega y Gasset

27, giugno 2009 Inviato da Giovanni Ruggia in : libri e arte , 1 commento finora

Ortega y Gasset (1883 – 1955) intende la ribellione delle masse, non solo nel senso che non stanno al loro posto e prendono possesso dei luoghi delle elites, ma anche e soprattutto che si ribellano ai doveri e alle responsabilità che l’ esercizio del potere comportano.
I diritti universali, la sovranità popolare oggi (siamo nel 1930) sono diventati uno stato psicologico costitutivo dell’ uomo medio. Diventando un elemento di realtà hanno cessato di essere un ideale. I diritti democratici si sono trasformati da aspirazioni ideali in appetiti e presunzioni inconsce. Qui sta l’ inizio della spiegazione dei problemi del mondo moderno. L’ uomo medio è diventato signore e quindi agisce per sè e a suo vantaggio. (altro…)

Il “Kosmos” di Alexander von Humboldt

27, giugno 2009 Inviato da Giovanni Ruggia in : libri e arte , 1 commento finora

Alexander von Humboldt (1769 – 1859) è forse l’ unico Tedesco di vera fama mondiale. Goethe è stato sicuramente una grande personalità ma resta poco conosciuto, mentre Marx e Einstein sono stati scacciati dalla madrepatria.
La fama di Alexander von Humboldt ha raggiunto gli Stati Uniti d’ America, l’ America Latina, la Russia, la Francia e il Giappone. Fu un ricercatore di primordine e un dichiarato cittadino del mondo, una personalità veramente democratica, aliena da qualsiasi accenno razzista. Può servire sotto molti aspetti da modello anche nel 21° secolo. Le sue spedizioni – soprattutto nel regno dell’ intelletto – possono oggi ancora entusiasmare uomini di tutto il mondo. (altro…)

Esiste un design nel mondo?

23, giugno 2009 Inviato da Giovanni Ruggia in : credenze e valori , 1 commento finora

You are crossing a heath on a well-worn path when a flash of early sunlight reflects from something lying over by an older trail. You follow the gleam to its source, brush away some dirt, and discover an old-fashioned gold pocket watch. Perhaps it is the same old watch that people have been finding for two centuries, but some details have been overlooked.
Its perfection still elicits wonder. The seam around the case is all but invisibile; the crystal is symmetrical and gleaming; the chain is made of exquisitely miniature gold links. The face has numerals sharply etched around the logo of Lifetime Watch Company. But even as you admire the watchmaker’s skill, the light reveals some surprising imperfections. The crystal is laced with slight distortions. And the chain, though beautiful and flexible, is thin and broken, thus explaining why the watch is here and not in a pocket. A notch in the seam is perfectly shaped for a thumbnail but large enough for dirt and water to enter easily. Odd, these flaws. You open the back, and the exquisite mechanism again inspires awe. How could anyone have designed, much less constructed, so many perfectly cut gears of rustproof brass, the hairlike spring of steel, the bilance wheel suspended by minuscule jewels? But when you try to set the watch, the knob is so tiny you can barely grasp it and a dozen twirls advance the hands only a single hour. You shake the watch. It ticks for five seconds, then is stopped by flakes of rust from that steel spring. What an odd device this is! So perfect in many respects, in other makeshift at best. How could the creator of such a masterpiece have allowed so many obvious flaws?

È molto diffusa l’ idea di ipotizzare un supremo artefice per spiegare ciò che sembra la presenza di un design nel mondo. Il mondo appare funzionare alla perfezione; i fenomeni naturali si svolgono, se non disturbati, senza intoppi; sembra inverosimile pensare che un tale meccanismo perfettamente integrato possa funzionare senza l’ intervento di un artefice massimo che l’ abbia sviluppato e prodotto.
Eppure gli esempi non mancano di imperfezioni del mondo che sono meglio compatibili con la selezione naturale che con un artefice massimo. (altro…)